Budapest

Il viaggiatore che sceglie Budapest come meta, sicuramente sarà a conoscenza del soprannome che è stato dato a questa città: la Parigi dell’est. Come la capitale francese, Budapest è una città fluviale, ed è divisa nettamente in due dal Danubio. L’appellativo deriverebbe dal fatto che quando si vede la città per la prima volta di sera, si rimane irrimediabilmente innamorati delle sue illuminazioni. Basta trovarsi su una riva o su uno dei suoi ponti per ammirare lo splendore che solo una capitale europea di importanza storica possiede.

Le luci degli edifici imponenti si riflettono sul placido specchio danubiano, amplificando l’atmosfera luminosa che rende Budapest una lampadina estremamente decorata. Il punto di maggior bellezza panoramica è rintracciabile nel tratto di fiume che va dalle terme Gellert (sulla riva sinistra) fino al Parlamento (sulla riva destra). Questi due edifici, unitamente al Palazzo reale e all’Università Corvinus, costituiscono le architetture lungo il Danubio più impressionanti della zona centrale.


Da Buda, la parte più antica della città, sulla sponda sinistra del fiume, è possibile godersi tutto questo spettacolo; in particolare, si ha una visione impagabile dal Bastione dei pescatori, che si trova davanti alla Chiesa di Mattia, il celebre re-condottiero ungherese che espanse i domini della sua nazione a dei livelli impressionanti nella Mitteleuropa del XV secolo. Qui tutto ha un sapore medievale che viene accentuato dalle meraviglie custodite nel Museo archeologico del Palazzo reale, poco distante.


Invece a Pest, la parte più moderna della città, è opportuno girare armati di molta più immaginazione: le sopravvivenze e le influenze di quello che fu il dominio asburgico sono troppo forti per non giocare a fingersi un cittadino ungherese del XVIII - XIX secolo, aspettarsi di incontrare un corteo di dragoni che scortano una carrozza imperiale, o coccolarsi in uno dei più antichi caffè letterari improvvisandosi uno dei tanti intellettuali dell’epoca.


Tuttavia, ciò che desta più emozione è il sentimento di identità nazionale che il popolo ungherese porta con sé. Oltre a rendere omaggio ancora oggi alle insegne reali, gli ungheresi vanno estremamente fieri della loro Piazza degli Eroi; il Monumento del Millenario al suo centro presenta le statue equestri dei condottieri che fondarono l’Ungheria nell’IX secolo, conducendo nella regione le varie tribù magiare. Nel colonnato alle spalle sorgono altre statue che rappresentano tutti i vari momenti della storia nazionale attraverso la raffigurazione dei personaggi importanti che la scandirono. Le figure di spicco sono naturalmente Stefano I, il primo re d’Ungheria e Mattia Corvino, il grande condottiero che egemonizzò gran parte delle odierne Repubblica Ceca, Polonia e Germania.

L’opera venne principiata nel 1896, quando si celebrò il primo millennio di vita ungherese. Sulla larga lastra di pietra davanti alla colonna centrale è scolpito un cenotafio che recita: “Alla memoria degli eroi che diedero la vita per la libertà del loro popolo e della loro indipendenza nazionale”. Al giorno d’oggi è estremamente raro vedere una simile devozione ai propri eroi e condottieri da parte di una popolazione.

Esposizioni a confronto
Uno dei quadri della personale di Carla Bruschi
"Un'inquieta sernità del visibile", la mostra curata dal Critico d'Arte Lorenzo Bonini alla Umanitaria di Milano
Paesaggio N.8, acquarello su cartoncino, 36x51 cm, 2015
Tanto più forte l'arte imita la vita, quanto più forte la vita imita l'arte.
danseur blanc I, pastello bianco su cartoncino 35x50, 2016, Canosso
La bellezza di un corpo, che innocente, balla al chiaro di luna
Dimensioni 24x32 cm, acquarello su carta, 2013.
Incontro con il maestro Silvio Benedetto
Domenica 5 MAggio 2019 inaugurazione della mpstra personale di Silvia Lotti alla Casa delle Culture
Azione teatrale di Silvio Benedetto e Silvia Lotti.
Domenica 7 Aprile alle 17:00 si inaugurerà la mostra personale di Calogero Reitano, per i suoi ottanta.